-Antefatto-
Una giornata d'estate, nell'abisso italico profondo. Ai due virgulti del POMP, in una dura missione per conto della Mano di Trym esuli in terre sotto il controllo totale di Pisellone, giunse un inatteso messaggio. «Missione compiuta. Obiettivo colpito e affondato!»
Nel momento topico e risolutivo il fanciullo biondo, colto da soverchiante timore, urlò un potente scongiuro correndo come un ossesso: «San Roooccooow!»
Il dado era stato tratto, ma i due piccirillomani non potevano sapere di cosa si trattasse...
-Mesi dopo, verso Oriente-
Sua Enormità, che non soffre di problemi nel cibarsi di gelato, solcando i sette mari, approdava così nelle terre ove si leva il sole.
In una esplosione di luce accecante, coronata da cerchi di kanji fiammeggianti, si manifestò di fronte al Custode ottenendo sempiterno rispetto e la mano dell'amata; il suo coefficiente POMP era tale da causare una fioritura dei ciliegi fuori stagione.
Mentre le genti d'Oriente ringraziavano la dea del sole per tanto POMP una sola parola sulle sue labbra, accanto all'amata e di fronte ai petali che cadevano: «Sugoi!»
-Svezia, di fronte al pozzo della visione-
Il Pagano, assiso sul trono di Odinh, contemplava il tempo nel suo scorrere attraverso lo specchio d'acqua: molti i futuri che si prospettavano davanti ai suoi occhi. Il suo cuore era immoto, tale era la forza della Profezia donatagli da Trym. Ad un certo punto un unico petalo di ciliegio si posò sulla superficie del gelido lago, causando increspature: una nuova linea nel Destino tracciato della Norne inviate da Trym, bastione speculare alle Streghe.
La divinità si alzò in tutta la sua titanica altezza, causando scompiglio e stupore fra le sue prodi valchirie.
Anche in questo caso, semplici parole. «Det är guld fallos!» (E' il Fallo d'Oro!)
-NeoTorino666, tempeste e rivelazioni-
In un ufficio ben organizzato un giovane uomo, serio e professionale, stava conducendo un complesso lavoro contabile: grande senso del dovere eppure coglieva quanto non fosse la sua vera Via... All'improvviso, un segno nei Cieli, un bagliore rosato verso Levante; le parole pronunciate nel Nord risuonano nella mente dell'uomo.
Gridando fa a pezzi la sua scrivania, tutto l'ufficio ed il palazzo, restando nudo come una statua greca e rivelando l'artefatto inconsciamente custodito.
Sua Maestà Oscura martucciana, dall'alto del palazzo di NeoTokyo finito a NeoTorino, osserva la scena. «Come? Chi osa infrangere il Disegno di Nostra Signora Logiche Italiane della Sistemazione, di cui io son avatar per questa area? Che cooooooosa? Il Fallo d'Oro si è manifestato!? Impossibile!!!»
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